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Ultimi Aggiornamenti

Napoli-Como: Match Preview

Dopo il weekend di pausa per la cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026 tenutasi questo weekend a San Siro, i Bianco Blu tornano in campo domani sera per i quarti di finale di Coppa Italia Frecciarossa. 


I lariani, reduci dal pareggio casalingo a reti inviolate con l’Atalanta in campionato, incontreranno i campioni d’Italia del Napoli. La squadra guidata da Antonio Conte, dopo la sconfitta in Champions League contro il Chelsea che ha significato l’eliminazione dalla competizione, ha ottenuto due vittorie consecutive in campionato contro Fiorentina e Genoa, costruendo una striscia positiva. Nonostante i numerosi infortuni, la squadra campione d’Italia in carica continua a mostrare qualità e grande capacità di rimanere in partita, come dimostrato proprio lo scorso sabato contro il Genoa, con la vittoria arrivata al 95’.

Napoli e Como sono pronte a battagliare per cercare di staccare un biglietto per la semifinale, che significherebbe un confronto con l’Inter. 


Le parole dell’allenatore del Como 1907 Cesc Fàbregas prima di Napoli-Como:


“Domani ci attende una partita molto importante. Uno scontro ad eliminazione diretta contro i campioni d’Italia in uno stadio imponente. Scenderemo in campo con la nostra mentalità e mantenendo alta la concentrazione”. 


Napoli

Anche a causa delle numerose assenze, Antonio Conte ha cambiato diverse volte assetto tattico in questa stagione, stabilizzandosi sul 4-3-2-1, con le due sottopunte che lavorano più internamente, come mezz’ali aggiuntive, anche per caratteristiche, che non come pedine offensive. Nonostante le aggiunte nel mercato di gennaio di Giovane e Alisson Santos, profili dallo spiccato apporto offensivo, Conte nelle ultime partite ha utilizzato Elmas e Vergara in supporto a Rasmus Hojlund, sempre più trascinatore con 12 gol segnati in tutte le competizioni in stagione. Con Lukaku alla ricerca della miglior condizione e Neres, De Bruyne, Anguissa e Politano ai box per infortunio, sta trovando sempre più spazio Antonio Vergara, classe 2003 in gol ultimamente contro Chelsea e Fiorentina, mettendosi in mostra come un giocatore molto forte fisicamente e in progressione, dotato anche di buone capacità davanti alla porta.

Ritrovato Rrahmani in difesa, giocatore di importanza vitale per leadership e qualità, il vero leader tecnico del Napoli resta Scott McTominay, autore di un grande gol a Genoa prima di uscire del campo con qualche acciacco fisico che mette in dubbio la sua disponibilità per la partita di Coppa Italia. Nonostante le difficoltà dovute agli infortuni, il Napoli resta una squadra estremamente forte, molto ben organizzata e ben disposta in campo, molto efficace nel bloccare le linee di passaggio e giocare con distanze ridotte tra i giocatori, favorendo il recupero del pallone.

Per il Como si prospetta una sfida molto difficile contro un avversario di altissimo livello, è proprio questo l’ostacolo che ci sarà da superare per provare ad accedere ad una semifinale di Coppa Italia per la seconda volta nella storia del Club.



I precedenti

I precedenti tra le due squadre sono 35, con un bilancio complessivo di sei vittorie del Como, otto pareggi e 21 successi del Napoli, considerando gli incontri disputati tra Serie A, Serie B e Coppa Italia.

L’ultimo confronto risale a novembre 2025, in occasione della decima giornata di campionato, quando Napoli e Como si sono divisi la posta in palio concludendo il match sullo 0-0.

Per quanto riguarda la Coppa Italia, l’ultima sfida tra le due formazioni risale alla stagione 1999/2000: in quell’occasione, durante la fase a gironi della competizione, il Napoli si impose 2-1 sui lariani.

Dettagli della partita

  • Data: Martedì 10 febbraio 2026

  • Calcio D’inizio: 21.00 CEST

  • Stadio: Stadio Diego Armando Maradona

  • Arbitro: Manganiello

  • Assistenti: Costanzo - Rossi L.

Dove guardarla

  • Italia: Mediaset Italia 1 

  • Balcani: Arena Sport

  • USA: CBS

  • America Latina: FOX - DirecTV

  • MENA: MBC

Resto del mondo: Controlla i palinsesti locali

La Grande Intervista: Sergi Roberto

Sergi Roberto racconta il suo addio al Barcellona, la rimonta contro il PSG di cui ancora rivive le emozioni, delle persone che chiama dopo ogni partita e del perché il Como dà il meglio quando tutto il club si muove come una famiglia.

Sergi Roberto è al Como dal 23 agosto 2024, da abbastanza tempo perché il racconto vada oltre il suo arrivo e si sposti su qualcosa di più rivelatore. Non ciò che Sergi si è lasciato alle spalle, ma ciò che è davvero quando i riflettori si spengono. Quali abitudini restano. Quali valori non cambiano. Che tipo di giocatore esperto ha scelto di essere in questo nuovo ambiente.

A Barcellona Sergi si è affermato come una soluzione affidabile alle necessità della squadra, più che come interprete di un ruolo fisso. Centrocampista quando serviva gestione. Terzino destro quando contava l'equilibrio. Un giocatore capace di assorbire il cambiamento senza trasformarlo in un fatto personale. Anche il saluto al Barcellona ha rinunciato al sentimentalismo. Ha parlato di anni, di presenze, di trofei e di una verità semplice: per gran parte della sua vita, quel club è stato casa sua.

BLU gli ha chiesto di raccontare cosa si provi a uscire per la prima volta dalla bolla blaugrana.

“Onestamente, lasciare il Barça è stato molto, molto triste, perché, alla fine, è la squadra della mia vita. Sono tifoso del Barça sin da bambino e ho giocato in maglia blaugrana per tutta la vita, quindi all'inizio è stato molto triste, ma allo stesso tempo ho sono stato orgoglioso della carriera che ho avuto a Barcellona e dei titoli che sono riuscito a vincere arrivando poi a provare anche la voglia di vivere una nuova esperienza.”

Se la maggior parte dei giocatori ha un video di un momento particolare della vita, quello di Roberto inevitabile: la rimonta contro il Paris Saint Germain nel marzo 2017, l'ultimo gol al 95esimo, lo stadio che scivola nell’incredulità. È il tipo di momento che trasforma un giocatore in un punto di riferimento permanente.

Quando gli chiedi un particolare fuori inquadratura di quella partita, lui non cerca un dettaglio furbo. Va avanti a ore dopo la partita, quando l'adrenalina non ti lascia ancora calmare.

“La rimonta contro il Paris Saint Germain è stata una notte incredibile. Ricordo il momento del gol. Tutto lo stadio è impazzito, tutti i miei compagni sono impazziti. La festa è durata settimane. Quella notte, dopo la partita, era impossibile dormire perché continuavo a rivedere il gol in loop, per tutta la notte.”

È un’immagine intima, che coincide con la sua versione pubblica. Non cerca attenzione, ma osserva tutto con profondità, conservando ogni cosa in silenzio.

Lontano dal calcio è un uomo straordinariamente normale. Le rare serate con sua moglie senza pallone e figli non diventano un racconto da copertina: un aperitivo, una cena, un buon vino e magari il cinema.

“Per una serata con mia moglie non mi immagino niente di particolare. Probabilmente opteremmo per un aperitivo, una cena in un buon ristorante, probabilmente italiano o sushi, e un buon vino. Oppure andremmo al cinema, perché è una cosa che piace molto a entrambi.

Anche il piatto preferito nel giorno libero non cambia e lui ammette volentieri che non sa prepararlo.

“Nel mio giorno libero il mio piatto preferito è il sushi. Non so ancora cucinarlo, quindi probabilmente lo ordinerei o andrei in un ristorante.”

La domanda sulle abitudini del giorno partita, quella che di solito produce una lista di rituali strani, qui non produce nulla.

“Non ho routine o superstizioni. Nessuna.”

La routine sta invece nelle persone che chiama dopo ogni partita: le persone che lo tengono con i piedi per terra.

“Dopo una partita di solito chiamo mia moglie e mio padre; a loro piace sempre parlare dopo una gara. A dire la verità a me non piace molto parlarne subito dopo, soprattutto dopo una sconfitta, non mi piace per niente. Per fortuna ultimamente stiamo ottenendo buoni risultati, quindi sì, parlo sempre con mia moglie e con mio padre dopo la partita.”

Anche gli sportivi che ammira raccontano qualcosa di lui. Prima Ronaldinho, per la gioia che ha trasmesso, il motivo per cui una generazione si è innamorata del Barcellona.

“Quando ero molto piccolo il mio giocatore preferito era Ronaldinho. Quando è arrivato al Barça ha riportato la gioia a tutti i tifosi. Era un giocatore davvero magico.”

Poi Marc Márquez, per la mentalità, per la tenacia dopo il successo, per il ritorno quando la versione più facile della storia avrebbe sancito la fine.

“Oltre a essere fortunato di poterlo chiamare amico, lo ammiro profondamente. Dopo aver vinto tanti mondiali, ha dovuto affrontare numerosi infortuni che lo hanno tenuto lontano dal suo massimo livello. Eppure, è tornato l’anno scorso e ha conquistato di nuovo il mondiale. Amo la sua mentalità e il modo in cui affronta le difficoltà: anche dopo aver raggiunto tutto e attraversato momenti duri, ha continuato a lottare e alla fine ha ricevuto la sua meritata ricompensa.”

Se gli chiedi cosa pensasse del calcio a 15 anni e quello che invece pensa oggi, offre una verità che pochi professionisti ammettono così apertamente. Il gioco diventa lavoro, ma l’obiettivo resta proteggere quella sensazione che lo ha reso speciale.

“Quando avevo 15 anni il calcio era solo la mia passione. Da bambino avevo sempre un pallone tra i piedi, anche a casa, mentre studiavo. Era l’attività pomeridiana che facevo con i miei amici e mi divertiva tantissimo: era la parte più bella della giornata. Ora è più un lavoro, ma sono fortunato perché lo vivo ancora come quando ero giovane, mi diverto ancora molto a giocare. Ogni mattina mi sveglio con la voglia di allenarmi. Sono molto grato del fatto che la mia passione sia diventata il mio lavoro e che io possa vivere di questo. È ciò che amo di più nella vita, quindi spero di poterlo fare ancora per molti anni.La differenza principale è semplicemente che mi ha dato l'opportunità di guadagnarmi da vivere.

Se il calcio non avesse funzionato, sarebbe rimasto comunque nel mondo dello sport.

“Probabilmente lavorerei comunque nel mondo del calcio o dello sport. È ciò che amo e che più mi appassiona, quindi avrei sicuramente fatto un lavoro legato allo sport e al calcio.”

E se un amico lo viene a trovare a Como per la prima volta..

“L’ho fatto già parecchie volte. Mi piace sempre iniziare dal centro città per mostrargli quella parte di Como, camminare dal nostro stadio fino al molo, prendere un battello e fare un bel giro sul lago.”

La parte migliore del club, per lui, non è il panorama, ma le persone e la sensazione che il gruppo vada oltre la squadra in sé.

“La cosa migliore è la famiglia che si è creata. Alla fine il progetto Como è nuovo, ci sono stati molti cambiamenti, sono passate tante persone e tanti giocatori. Credo che siamo riusciti a creare una vera famiglia, non solo nello spogliatoio con i giocatori, ma con tutto lo staff del club, lo staff tecnico, gli chef. Si è formata una famiglia ed è ciò che mi piace di più.”

Questa è la storia di Sergi Roberto, quindi. Non un racconto di arrivo, non una reinvenzione. Il ritratto di un giocatore che per anni è stato considerato affidabile dentro uno degli ambienti più intensi del calcio, che ancora parla con la stessa lucidità e misura il valore di un club attraverso standard quotidiani che raramente finiscono negli highlights.

E forse è proprio questo il punto. Il momento più rumoroso della sua carriera sarà sempre il gol al PSG, ma le qualità che lo rendono ancora centrale sono più silenziose: la capacità di adattarsi, la continuità, il modo in cui si prende cura delle persone intorno a lui. A Como, quella solidità ha spazio per respirare. Parla di come si sveglia con la voglia di allenarsi. Parla di un club che si sente come una famiglia, dallo spogliatoio fino a chi fa funzionare tutto ogni giorno. Parla come uno che si diverte ancora a giocare.

Giuseppe Savona si unisce all’Under 17 d...

Como 1907 è lieto di presentare l’ingaggio, in prestito con diritto d’opzione, del giovane esterno sinistro italiano Giuseppe Savona dal Genoa.

Nato nel 2009, Savona si unisce all’Under 17 guidata da Salvatore Leotta, squadra con la quale ha già collezionato due presenze dal suo arrivo, facendo anche registrare un assist nella partita contro l’Hellas Verona. Il suo arrivo riflette alla perfezione la continua attenzione del Como 1907 nel portare giovani talenti italiani di spicco nel proprio settore giovanile.

Sull’arrivo di Savona, Osian Roberts, Head of Development del Como 1907 ha detto: “Giuseppe è un ottimo atleta con grandi doti tecniche. Con il passaggio di Albini in Primavera in questa stagione, si è aperto uno spazio nella squadra Under 17 e abbiamo pensato che fosse il momento giusto per aggiungere Savona al nostro organico. Speriamo che si ambienti bene e che ci possa aiutare nella seconda metà della stagione. Pensiamo che Giuseppe possa crescere molto e diventare un giocatore interessante”.

Giuseppe Savona ha aggiunto: “Sono molto contento di essere arrivato in questo club. Dal mio arrivo ho già fatto l’esordio, avendo l’opportunità di conoscere subito sia lo staff che i miei compagni. Faccio parte di un gruppo straordinario e non vedo l’ora di vedere cosa ha in serbo per noi la seconda metà di stagione. Spero di poter migliorare tanto e poter aiutare i miei compagni al meglio”.

Napoli-Como | Info Settore ospiti
Napoli-Como: Match Preview

Dopo il weekend di pausa per la cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026 tenutasi questo weekend a San Siro, i Bianco Blu tornano in campo domani sera per i quarti di finale di Coppa Italia Frecciarossa. 


I lariani, reduci dal pareggio casalingo a reti inviolate con l’Atalanta in campionato, incontreranno i campioni d’Italia del Napoli. La squadra guidata da Antonio Conte, dopo la sconfitta in Champions League contro il Chelsea che ha significato l’eliminazione dalla competizione, ha ottenuto due vittorie consecutive in campionato contro Fiorentina e Genoa, costruendo una striscia positiva. Nonostante i numerosi infortuni, la squadra campione d’Italia in carica continua a mostrare qualità e grande capacità di rimanere in partita, come dimostrato proprio lo scorso sabato contro il Genoa, con la vittoria arrivata al 95’.

Napoli e Como sono pronte a battagliare per cercare di staccare un biglietto per la semifinale, che significherebbe un confronto con l’Inter. 


Le parole dell’allenatore del Como 1907 Cesc Fàbregas prima di Napoli-Como:


“Domani ci attende una partita molto importante. Uno scontro ad eliminazione diretta contro i campioni d’Italia in uno stadio imponente. Scenderemo in campo con la nostra mentalità e mantenendo alta la concentrazione”. 


Napoli

Anche a causa delle numerose assenze, Antonio Conte ha cambiato diverse volte assetto tattico in questa stagione, stabilizzandosi sul 4-3-2-1, con le due sottopunte che lavorano più internamente, come mezz’ali aggiuntive, anche per caratteristiche, che non come pedine offensive. Nonostante le aggiunte nel mercato di gennaio di Giovane e Alisson Santos, profili dallo spiccato apporto offensivo, Conte nelle ultime partite ha utilizzato Elmas e Vergara in supporto a Rasmus Hojlund, sempre più trascinatore con 12 gol segnati in tutte le competizioni in stagione. Con Lukaku alla ricerca della miglior condizione e Neres, De Bruyne, Anguissa e Politano ai box per infortunio, sta trovando sempre più spazio Antonio Vergara, classe 2003 in gol ultimamente contro Chelsea e Fiorentina, mettendosi in mostra come un giocatore molto forte fisicamente e in progressione, dotato anche di buone capacità davanti alla porta.

Ritrovato Rrahmani in difesa, giocatore di importanza vitale per leadership e qualità, il vero leader tecnico del Napoli resta Scott McTominay, autore di un grande gol a Genoa prima di uscire del campo con qualche acciacco fisico che mette in dubbio la sua disponibilità per la partita di Coppa Italia. Nonostante le difficoltà dovute agli infortuni, il Napoli resta una squadra estremamente forte, molto ben organizzata e ben disposta in campo, molto efficace nel bloccare le linee di passaggio e giocare con distanze ridotte tra i giocatori, favorendo il recupero del pallone.

Per il Como si prospetta una sfida molto difficile contro un avversario di altissimo livello, è proprio questo l’ostacolo che ci sarà da superare per provare ad accedere ad una semifinale di Coppa Italia per la seconda volta nella storia del Club.



I precedenti

I precedenti tra le due squadre sono 35, con un bilancio complessivo di sei vittorie del Como, otto pareggi e 21 successi del Napoli, considerando gli incontri disputati tra Serie A, Serie B e Coppa Italia.

L’ultimo confronto risale a novembre 2025, in occasione della decima giornata di campionato, quando Napoli e Como si sono divisi la posta in palio concludendo il match sullo 0-0.

Per quanto riguarda la Coppa Italia, l’ultima sfida tra le due formazioni risale alla stagione 1999/2000: in quell’occasione, durante la fase a gironi della competizione, il Napoli si impose 2-1 sui lariani.

Dettagli della partita

  • Data: Martedì 10 febbraio 2026

  • Calcio D’inizio: 21.00 CEST

  • Stadio: Stadio Diego Armando Maradona

  • Arbitro: Manganiello

  • Assistenti: Costanzo - Rossi L.

Dove guardarla

  • Italia: Mediaset Italia 1 

  • Balcani: Arena Sport

  • USA: CBS

  • America Latina: FOX - DirecTV

  • MENA: MBC

Resto del mondo: Controlla i palinsesti locali

La Grande Intervista: Sergi Roberto

Sergi Roberto racconta il suo addio al Barcellona, la rimonta contro il PSG di cui ancora rivive le emozioni, delle persone che chiama dopo ogni partita e del perché il Como dà il meglio quando tutto il club si muove come una famiglia.

Sergi Roberto è al Como dal 23 agosto 2024, da abbastanza tempo perché il racconto vada oltre il suo arrivo e si sposti su qualcosa di più rivelatore. Non ciò che Sergi si è lasciato alle spalle, ma ciò che è davvero quando i riflettori si spengono. Quali abitudini restano. Quali valori non cambiano. Che tipo di giocatore esperto ha scelto di essere in questo nuovo ambiente.

A Barcellona Sergi si è affermato come una soluzione affidabile alle necessità della squadra, più che come interprete di un ruolo fisso. Centrocampista quando serviva gestione. Terzino destro quando contava l'equilibrio. Un giocatore capace di assorbire il cambiamento senza trasformarlo in un fatto personale. Anche il saluto al Barcellona ha rinunciato al sentimentalismo. Ha parlato di anni, di presenze, di trofei e di una verità semplice: per gran parte della sua vita, quel club è stato casa sua.

BLU gli ha chiesto di raccontare cosa si provi a uscire per la prima volta dalla bolla blaugrana.

“Onestamente, lasciare il Barça è stato molto, molto triste, perché, alla fine, è la squadra della mia vita. Sono tifoso del Barça sin da bambino e ho giocato in maglia blaugrana per tutta la vita, quindi all'inizio è stato molto triste, ma allo stesso tempo ho sono stato orgoglioso della carriera che ho avuto a Barcellona e dei titoli che sono riuscito a vincere arrivando poi a provare anche la voglia di vivere una nuova esperienza.”

Se la maggior parte dei giocatori ha un video di un momento particolare della vita, quello di Roberto inevitabile: la rimonta contro il Paris Saint Germain nel marzo 2017, l'ultimo gol al 95esimo, lo stadio che scivola nell’incredulità. È il tipo di momento che trasforma un giocatore in un punto di riferimento permanente.

Quando gli chiedi un particolare fuori inquadratura di quella partita, lui non cerca un dettaglio furbo. Va avanti a ore dopo la partita, quando l'adrenalina non ti lascia ancora calmare.

“La rimonta contro il Paris Saint Germain è stata una notte incredibile. Ricordo il momento del gol. Tutto lo stadio è impazzito, tutti i miei compagni sono impazziti. La festa è durata settimane. Quella notte, dopo la partita, era impossibile dormire perché continuavo a rivedere il gol in loop, per tutta la notte.”

È un’immagine intima, che coincide con la sua versione pubblica. Non cerca attenzione, ma osserva tutto con profondità, conservando ogni cosa in silenzio.

Lontano dal calcio è un uomo straordinariamente normale. Le rare serate con sua moglie senza pallone e figli non diventano un racconto da copertina: un aperitivo, una cena, un buon vino e magari il cinema.

“Per una serata con mia moglie non mi immagino niente di particolare. Probabilmente opteremmo per un aperitivo, una cena in un buon ristorante, probabilmente italiano o sushi, e un buon vino. Oppure andremmo al cinema, perché è una cosa che piace molto a entrambi.

Anche il piatto preferito nel giorno libero non cambia e lui ammette volentieri che non sa prepararlo.

“Nel mio giorno libero il mio piatto preferito è il sushi. Non so ancora cucinarlo, quindi probabilmente lo ordinerei o andrei in un ristorante.”

La domanda sulle abitudini del giorno partita, quella che di solito produce una lista di rituali strani, qui non produce nulla.

“Non ho routine o superstizioni. Nessuna.”

La routine sta invece nelle persone che chiama dopo ogni partita: le persone che lo tengono con i piedi per terra.

“Dopo una partita di solito chiamo mia moglie e mio padre; a loro piace sempre parlare dopo una gara. A dire la verità a me non piace molto parlarne subito dopo, soprattutto dopo una sconfitta, non mi piace per niente. Per fortuna ultimamente stiamo ottenendo buoni risultati, quindi sì, parlo sempre con mia moglie e con mio padre dopo la partita.”

Anche gli sportivi che ammira raccontano qualcosa di lui. Prima Ronaldinho, per la gioia che ha trasmesso, il motivo per cui una generazione si è innamorata del Barcellona.

“Quando ero molto piccolo il mio giocatore preferito era Ronaldinho. Quando è arrivato al Barça ha riportato la gioia a tutti i tifosi. Era un giocatore davvero magico.”

Poi Marc Márquez, per la mentalità, per la tenacia dopo il successo, per il ritorno quando la versione più facile della storia avrebbe sancito la fine.

“Oltre a essere fortunato di poterlo chiamare amico, lo ammiro profondamente. Dopo aver vinto tanti mondiali, ha dovuto affrontare numerosi infortuni che lo hanno tenuto lontano dal suo massimo livello. Eppure, è tornato l’anno scorso e ha conquistato di nuovo il mondiale. Amo la sua mentalità e il modo in cui affronta le difficoltà: anche dopo aver raggiunto tutto e attraversato momenti duri, ha continuato a lottare e alla fine ha ricevuto la sua meritata ricompensa.”

Se gli chiedi cosa pensasse del calcio a 15 anni e quello che invece pensa oggi, offre una verità che pochi professionisti ammettono così apertamente. Il gioco diventa lavoro, ma l’obiettivo resta proteggere quella sensazione che lo ha reso speciale.

“Quando avevo 15 anni il calcio era solo la mia passione. Da bambino avevo sempre un pallone tra i piedi, anche a casa, mentre studiavo. Era l’attività pomeridiana che facevo con i miei amici e mi divertiva tantissimo: era la parte più bella della giornata. Ora è più un lavoro, ma sono fortunato perché lo vivo ancora come quando ero giovane, mi diverto ancora molto a giocare. Ogni mattina mi sveglio con la voglia di allenarmi. Sono molto grato del fatto che la mia passione sia diventata il mio lavoro e che io possa vivere di questo. È ciò che amo di più nella vita, quindi spero di poterlo fare ancora per molti anni.La differenza principale è semplicemente che mi ha dato l'opportunità di guadagnarmi da vivere.

Se il calcio non avesse funzionato, sarebbe rimasto comunque nel mondo dello sport.

“Probabilmente lavorerei comunque nel mondo del calcio o dello sport. È ciò che amo e che più mi appassiona, quindi avrei sicuramente fatto un lavoro legato allo sport e al calcio.”

E se un amico lo viene a trovare a Como per la prima volta..

“L’ho fatto già parecchie volte. Mi piace sempre iniziare dal centro città per mostrargli quella parte di Como, camminare dal nostro stadio fino al molo, prendere un battello e fare un bel giro sul lago.”

La parte migliore del club, per lui, non è il panorama, ma le persone e la sensazione che il gruppo vada oltre la squadra in sé.

“La cosa migliore è la famiglia che si è creata. Alla fine il progetto Como è nuovo, ci sono stati molti cambiamenti, sono passate tante persone e tanti giocatori. Credo che siamo riusciti a creare una vera famiglia, non solo nello spogliatoio con i giocatori, ma con tutto lo staff del club, lo staff tecnico, gli chef. Si è formata una famiglia ed è ciò che mi piace di più.”

Questa è la storia di Sergi Roberto, quindi. Non un racconto di arrivo, non una reinvenzione. Il ritratto di un giocatore che per anni è stato considerato affidabile dentro uno degli ambienti più intensi del calcio, che ancora parla con la stessa lucidità e misura il valore di un club attraverso standard quotidiani che raramente finiscono negli highlights.

E forse è proprio questo il punto. Il momento più rumoroso della sua carriera sarà sempre il gol al PSG, ma le qualità che lo rendono ancora centrale sono più silenziose: la capacità di adattarsi, la continuità, il modo in cui si prende cura delle persone intorno a lui. A Como, quella solidità ha spazio per respirare. Parla di come si sveglia con la voglia di allenarsi. Parla di un club che si sente come una famiglia, dallo spogliatoio fino a chi fa funzionare tutto ogni giorno. Parla come uno che si diverte ancora a giocare.

Giuseppe Savona si unisce all’Under 17 del Como 1907 dal Gen...

Como 1907 è lieto di presentare l’ingaggio, in prestito con diritto d’opzione, del giovane esterno sinistro italiano Giuseppe Savona dal Genoa.

Nato nel 2009, Savona si unisce all’Under 17 guidata da Salvatore Leotta, squadra con la quale ha già collezionato due presenze dal suo arrivo, facendo anche registrare un assist nella partita contro l’Hellas Verona. Il suo arrivo riflette alla perfezione la continua attenzione del Como 1907 nel portare giovani talenti italiani di spicco nel proprio settore giovanile.

Sull’arrivo di Savona, Osian Roberts, Head of Development del Como 1907 ha detto: “Giuseppe è un ottimo atleta con grandi doti tecniche. Con il passaggio di Albini in Primavera in questa stagione, si è aperto uno spazio nella squadra Under 17 e abbiamo pensato che fosse il momento giusto per aggiungere Savona al nostro organico. Speriamo che si ambienti bene e che ci possa aiutare nella seconda metà della stagione. Pensiamo che Giuseppe possa crescere molto e diventare un giocatore interessante”.

Giuseppe Savona ha aggiunto: “Sono molto contento di essere arrivato in questo club. Dal mio arrivo ho già fatto l’esordio, avendo l’opportunità di conoscere subito sia lo staff che i miei compagni. Faccio parte di un gruppo straordinario e non vedo l’ora di vedere cosa ha in serbo per noi la seconda metà di stagione. Spero di poter migliorare tanto e poter aiutare i miei compagni al meglio”.

Napoli-Como: Match Preview

Dopo il weekend di pausa per la cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026 tenutasi questo weekend a San Siro, i Bianco Blu tornano in campo domani sera per i quarti di finale di Coppa Italia Frecciarossa. 


I lariani, reduci dal pareggio casalingo a reti inviolate con l’Atalanta in campionato, incontreranno i campioni d’Italia del Napoli. La squadra guidata da Antonio Conte, dopo la sconfitta in Champions League contro il Chelsea che ha significato l’eliminazione dalla competizione, ha ottenuto due vittorie consecutive in campionato contro Fiorentina e Genoa, costruendo una striscia positiva. Nonostante i numerosi infortuni, la squadra campione d’Italia in carica continua a mostrare qualità e grande capacità di rimanere in partita, come dimostrato proprio lo scorso sabato contro il Genoa, con la vittoria arrivata al 95’.

Napoli e Como sono pronte a battagliare per cercare di staccare un biglietto per la semifinale, che significherebbe un confronto con l’Inter. 


Le parole dell’allenatore del Como 1907 Cesc Fàbregas prima di Napoli-Como:


“Domani ci attende una partita molto importante. Uno scontro ad eliminazione diretta contro i campioni d’Italia in uno stadio imponente. Scenderemo in campo con la nostra mentalità e mantenendo alta la concentrazione”. 


Napoli

Anche a causa delle numerose assenze, Antonio Conte ha cambiato diverse volte assetto tattico in questa stagione, stabilizzandosi sul 4-3-2-1, con le due sottopunte che lavorano più internamente, come mezz’ali aggiuntive, anche per caratteristiche, che non come pedine offensive. Nonostante le aggiunte nel mercato di gennaio di Giovane e Alisson Santos, profili dallo spiccato apporto offensivo, Conte nelle ultime partite ha utilizzato Elmas e Vergara in supporto a Rasmus Hojlund, sempre più trascinatore con 12 gol segnati in tutte le competizioni in stagione. Con Lukaku alla ricerca della miglior condizione e Neres, De Bruyne, Anguissa e Politano ai box per infortunio, sta trovando sempre più spazio Antonio Vergara, classe 2003 in gol ultimamente contro Chelsea e Fiorentina, mettendosi in mostra come un giocatore molto forte fisicamente e in progressione, dotato anche di buone capacità davanti alla porta.

Ritrovato Rrahmani in difesa, giocatore di importanza vitale per leadership e qualità, il vero leader tecnico del Napoli resta Scott McTominay, autore di un grande gol a Genoa prima di uscire del campo con qualche acciacco fisico che mette in dubbio la sua disponibilità per la partita di Coppa Italia. Nonostante le difficoltà dovute agli infortuni, il Napoli resta una squadra estremamente forte, molto ben organizzata e ben disposta in campo, molto efficace nel bloccare le linee di passaggio e giocare con distanze ridotte tra i giocatori, favorendo il recupero del pallone.

Per il Como si prospetta una sfida molto difficile contro un avversario di altissimo livello, è proprio questo l’ostacolo che ci sarà da superare per provare ad accedere ad una semifinale di Coppa Italia per la seconda volta nella storia del Club.



I precedenti

I precedenti tra le due squadre sono 35, con un bilancio complessivo di sei vittorie del Como, otto pareggi e 21 successi del Napoli, considerando gli incontri disputati tra Serie A, Serie B e Coppa Italia.

L’ultimo confronto risale a novembre 2025, in occasione della decima giornata di campionato, quando Napoli e Como si sono divisi la posta in palio concludendo il match sullo 0-0.

Per quanto riguarda la Coppa Italia, l’ultima sfida tra le due formazioni risale alla stagione 1999/2000: in quell’occasione, durante la fase a gironi della competizione, il Napoli si impose 2-1 sui lariani.

Dettagli della partita

  • Data: Martedì 10 febbraio 2026

  • Calcio D’inizio: 21.00 CEST

  • Stadio: Stadio Diego Armando Maradona

  • Arbitro: Manganiello

  • Assistenti: Costanzo - Rossi L.

Dove guardarla

  • Italia: Mediaset Italia 1 

  • Balcani: Arena Sport

  • USA: CBS

  • America Latina: FOX - DirecTV

  • MENA: MBC

Resto del mondo: Controlla i palinsesti locali

La Grande Intervista: Sergi Roberto

Sergi Roberto racconta il suo addio al Barcellona, la rimonta contro il PSG di cui ancora rivive le emozioni, delle persone che chiama dopo ogni partita e del perché il Como dà il meglio quando tutto il club si muove come una famiglia.

Sergi Roberto è al Como dal 23 agosto 2024, da abbastanza tempo perché il racconto vada oltre il suo arrivo e si sposti su qualcosa di più rivelatore. Non ciò che Sergi si è lasciato alle spalle, ma ciò che è davvero quando i riflettori si spengono. Quali abitudini restano. Quali valori non cambiano. Che tipo di giocatore esperto ha scelto di essere in questo nuovo ambiente.

A Barcellona Sergi si è affermato come una soluzione affidabile alle necessità della squadra, più che come interprete di un ruolo fisso. Centrocampista quando serviva gestione. Terzino destro quando contava l'equilibrio. Un giocatore capace di assorbire il cambiamento senza trasformarlo in un fatto personale. Anche il saluto al Barcellona ha rinunciato al sentimentalismo. Ha parlato di anni, di presenze, di trofei e di una verità semplice: per gran parte della sua vita, quel club è stato casa sua.

BLU gli ha chiesto di raccontare cosa si provi a uscire per la prima volta dalla bolla blaugrana.

“Onestamente, lasciare il Barça è stato molto, molto triste, perché, alla fine, è la squadra della mia vita. Sono tifoso del Barça sin da bambino e ho giocato in maglia blaugrana per tutta la vita, quindi all'inizio è stato molto triste, ma allo stesso tempo ho sono stato orgoglioso della carriera che ho avuto a Barcellona e dei titoli che sono riuscito a vincere arrivando poi a provare anche la voglia di vivere una nuova esperienza.”

Se la maggior parte dei giocatori ha un video di un momento particolare della vita, quello di Roberto inevitabile: la rimonta contro il Paris Saint Germain nel marzo 2017, l'ultimo gol al 95esimo, lo stadio che scivola nell’incredulità. È il tipo di momento che trasforma un giocatore in un punto di riferimento permanente.

Quando gli chiedi un particolare fuori inquadratura di quella partita, lui non cerca un dettaglio furbo. Va avanti a ore dopo la partita, quando l'adrenalina non ti lascia ancora calmare.

“La rimonta contro il Paris Saint Germain è stata una notte incredibile. Ricordo il momento del gol. Tutto lo stadio è impazzito, tutti i miei compagni sono impazziti. La festa è durata settimane. Quella notte, dopo la partita, era impossibile dormire perché continuavo a rivedere il gol in loop, per tutta la notte.”

È un’immagine intima, che coincide con la sua versione pubblica. Non cerca attenzione, ma osserva tutto con profondità, conservando ogni cosa in silenzio.

Lontano dal calcio è un uomo straordinariamente normale. Le rare serate con sua moglie senza pallone e figli non diventano un racconto da copertina: un aperitivo, una cena, un buon vino e magari il cinema.

“Per una serata con mia moglie non mi immagino niente di particolare. Probabilmente opteremmo per un aperitivo, una cena in un buon ristorante, probabilmente italiano o sushi, e un buon vino. Oppure andremmo al cinema, perché è una cosa che piace molto a entrambi.

Anche il piatto preferito nel giorno libero non cambia e lui ammette volentieri che non sa prepararlo.

“Nel mio giorno libero il mio piatto preferito è il sushi. Non so ancora cucinarlo, quindi probabilmente lo ordinerei o andrei in un ristorante.”

La domanda sulle abitudini del giorno partita, quella che di solito produce una lista di rituali strani, qui non produce nulla.

“Non ho routine o superstizioni. Nessuna.”

La routine sta invece nelle persone che chiama dopo ogni partita: le persone che lo tengono con i piedi per terra.

“Dopo una partita di solito chiamo mia moglie e mio padre; a loro piace sempre parlare dopo una gara. A dire la verità a me non piace molto parlarne subito dopo, soprattutto dopo una sconfitta, non mi piace per niente. Per fortuna ultimamente stiamo ottenendo buoni risultati, quindi sì, parlo sempre con mia moglie e con mio padre dopo la partita.”

Anche gli sportivi che ammira raccontano qualcosa di lui. Prima Ronaldinho, per la gioia che ha trasmesso, il motivo per cui una generazione si è innamorata del Barcellona.

“Quando ero molto piccolo il mio giocatore preferito era Ronaldinho. Quando è arrivato al Barça ha riportato la gioia a tutti i tifosi. Era un giocatore davvero magico.”

Poi Marc Márquez, per la mentalità, per la tenacia dopo il successo, per il ritorno quando la versione più facile della storia avrebbe sancito la fine.

“Oltre a essere fortunato di poterlo chiamare amico, lo ammiro profondamente. Dopo aver vinto tanti mondiali, ha dovuto affrontare numerosi infortuni che lo hanno tenuto lontano dal suo massimo livello. Eppure, è tornato l’anno scorso e ha conquistato di nuovo il mondiale. Amo la sua mentalità e il modo in cui affronta le difficoltà: anche dopo aver raggiunto tutto e attraversato momenti duri, ha continuato a lottare e alla fine ha ricevuto la sua meritata ricompensa.”

Se gli chiedi cosa pensasse del calcio a 15 anni e quello che invece pensa oggi, offre una verità che pochi professionisti ammettono così apertamente. Il gioco diventa lavoro, ma l’obiettivo resta proteggere quella sensazione che lo ha reso speciale.

“Quando avevo 15 anni il calcio era solo la mia passione. Da bambino avevo sempre un pallone tra i piedi, anche a casa, mentre studiavo. Era l’attività pomeridiana che facevo con i miei amici e mi divertiva tantissimo: era la parte più bella della giornata. Ora è più un lavoro, ma sono fortunato perché lo vivo ancora come quando ero giovane, mi diverto ancora molto a giocare. Ogni mattina mi sveglio con la voglia di allenarmi. Sono molto grato del fatto che la mia passione sia diventata il mio lavoro e che io possa vivere di questo. È ciò che amo di più nella vita, quindi spero di poterlo fare ancora per molti anni.La differenza principale è semplicemente che mi ha dato l'opportunità di guadagnarmi da vivere.

Se il calcio non avesse funzionato, sarebbe rimasto comunque nel mondo dello sport.

“Probabilmente lavorerei comunque nel mondo del calcio o dello sport. È ciò che amo e che più mi appassiona, quindi avrei sicuramente fatto un lavoro legato allo sport e al calcio.”

E se un amico lo viene a trovare a Como per la prima volta..

“L’ho fatto già parecchie volte. Mi piace sempre iniziare dal centro città per mostrargli quella parte di Como, camminare dal nostro stadio fino al molo, prendere un battello e fare un bel giro sul lago.”

La parte migliore del club, per lui, non è il panorama, ma le persone e la sensazione che il gruppo vada oltre la squadra in sé.

“La cosa migliore è la famiglia che si è creata. Alla fine il progetto Como è nuovo, ci sono stati molti cambiamenti, sono passate tante persone e tanti giocatori. Credo che siamo riusciti a creare una vera famiglia, non solo nello spogliatoio con i giocatori, ma con tutto lo staff del club, lo staff tecnico, gli chef. Si è formata una famiglia ed è ciò che mi piace di più.”

Questa è la storia di Sergi Roberto, quindi. Non un racconto di arrivo, non una reinvenzione. Il ritratto di un giocatore che per anni è stato considerato affidabile dentro uno degli ambienti più intensi del calcio, che ancora parla con la stessa lucidità e misura il valore di un club attraverso standard quotidiani che raramente finiscono negli highlights.

E forse è proprio questo il punto. Il momento più rumoroso della sua carriera sarà sempre il gol al PSG, ma le qualità che lo rendono ancora centrale sono più silenziose: la capacità di adattarsi, la continuità, il modo in cui si prende cura delle persone intorno a lui. A Como, quella solidità ha spazio per respirare. Parla di come si sveglia con la voglia di allenarsi. Parla di un club che si sente come una famiglia, dallo spogliatoio fino a chi fa funzionare tutto ogni giorno. Parla come uno che si diverte ancora a giocare.

Giuseppe Savona si unisce all’Under 17 del Como 1907 dal Genoa

Como 1907 è lieto di presentare l’ingaggio, in prestito con diritto d’opzione, del giovane esterno sinistro italiano Giuseppe Savona dal Genoa.

Nato nel 2009, Savona si unisce all’Under 17 guidata da Salvatore Leotta, squadra con la quale ha già collezionato due presenze dal suo arrivo, facendo anche registrare un assist nella partita contro l’Hellas Verona. Il suo arrivo riflette alla perfezione la continua attenzione del Como 1907 nel portare giovani talenti italiani di spicco nel proprio settore giovanile.

Sull’arrivo di Savona, Osian Roberts, Head of Development del Como 1907 ha detto: “Giuseppe è un ottimo atleta con grandi doti tecniche. Con il passaggio di Albini in Primavera in questa stagione, si è aperto uno spazio nella squadra Under 17 e abbiamo pensato che fosse il momento giusto per aggiungere Savona al nostro organico. Speriamo che si ambienti bene e che ci possa aiutare nella seconda metà della stagione. Pensiamo che Giuseppe possa crescere molto e diventare un giocatore interessante”.

Giuseppe Savona ha aggiunto: “Sono molto contento di essere arrivato in questo club. Dal mio arrivo ho già fatto l’esordio, avendo l’opportunità di conoscere subito sia lo staff che i miei compagni. Faccio parte di un gruppo straordinario e non vedo l’ora di vedere cosa ha in serbo per noi la seconda metà di stagione. Spero di poter migliorare tanto e poter aiutare i miei compagni al meglio”.

Napoli-Como | Info Settore ospiti

Si informano i tifosi Lariani che dalle ore 15:00 di giovedì 5 febbraio 2026 sarà attiva la vendita dei biglietti per il settore ospiti di Napoli-Como, gara valida per i quarti di finale di Coppa Italia, in programma martedì 10 febbraio 2026 alle ore 21:00 allo Stadio Diego Armando Maradona.

Il costo del singolo tagliando è di 10,00 €. La vendita dei biglietti sarà effettuata esclusivamente attraverso il circuito TicketOne e resterà attiva fino alle ore 19:00 di lunedì 9 febbraio 2026. Come da normativa vigente, il giorno della gara non saranno in vendita i tagliandi del Settore Ospiti.

La vendita sarà consentita esclusivamente online e riservata ai possessori di fidelity card del Como 1907 sottoscritta entro il 15 gennaio 2026, con emissione del titolo in modalità passbook. Il biglietto non è cedibile.

Il settore ospiti, denominato Settore Ospiti Superiore, avrà una capienza complessiva di 2.482 posti e l’accesso allo stadio sarà consentito tramite il Gate 26.

Calendario

SERIE A
Como – Fiorentina
febbraio 14
MASCHILE
08:00 (CET)
Stadio Giuseppe Sinigaglia
VS
SERIE A
Como – Fiorentina
febbraio 14
MASCHILE
08:00 (CET)
Stadio Giuseppe Sinigaglia
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SERIE A
Como 1907 – Fiorentina
febbraio 14
MASCHILE
08:00 (CET)
Stadio Giuseppe Sinigaglia
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SERIE A
Milan – Como 1907
febbraio 18
MASCHILE
13:45 (CET)
Stadio Giuseppe Meazza (San Siro)
VS
SERIE A
Milan – Como
febbraio 18
MASCHILE
13:45 (CET)
Stadio Giuseppe Meazza (San Siro)
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Milan – Como
febbraio 18
MASCHILE
13:45 (CET)
Stadio Giuseppe Meazza (San Siro)
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Juventus – Como
febbraio 21
MASCHILE
08:00 (CET)
Allianz Stadium
VS
SERIE A
Juventus – Como
febbraio 21
MASCHILE
08:00 (CET)
Allianz Stadium
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SERIE A
Como 1907 – Lecce
marzo 01
MASCHILE
08:00 (CET)
Stadio Giuseppe Sinigaglia
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Como – Lecce
marzo 01
MASCHILE
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Stadio Giuseppe Sinigaglia
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Como 1907 – Lecce
marzo 01
MASCHILE
15:00 (CET)
Stadio Giuseppe Sinigaglia
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marzo 08
MASCHILE
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Unipol Domus
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SERIE A
Cagliari – Como
marzo 08
MASCHILE
08:00 (CET)
Unipol Domus
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SERIE A
Cagliari – Como 1907
marzo 08
MASCHILE
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Unipol Domus
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Como 1907 – Roma
marzo 15
MASCHILE
08:00 (CET)
Stadio Giuseppe Sinigaglia
VS
SERIE A
Como – Roma
marzo 15
MASCHILE
08:00 (CET)
Stadio Giuseppe Sinigaglia
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