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COMUNITÀ

“30 senza lode”: Como 1907 e Agorà 97 insieme per la salute mentale dei giovani

“La pressione può schiacciare o spingere a migliorare, dipende dallo spazio di ascolto e supporto che trova chi la vive. La fragilità dei ragazzi non va nascosta, va accompagnata. È lì che nasce il loro vero potenziale.” Con queste parole Mattia Belluzzi, psicologo del settore giovanile del Como 1907, racconta il ruolo dello sport come strumento di ascolto e crescita a proposito di “30 senza lode”, il progetto sulla salute mentale ideato da Agorà 97 e sostenuto da Fondazione Como ETS.

L’iniziativa nasce dal desiderio di dare voce a ciò che spesso resta inespressо, ispirandosi alle lettere mai spedite dei pazienti dell’ex ospedale psichiatrico San Martino di Como, testimonianze silenziose di un tempo in cui il tema della salute mentale non veniva realmente affrontato. Da questa memoria è partita la riflessione di Agorà 97, cooperativa sociale nata nel 1997 ad Albiolo (CO), che da oltre venticinque anni opera sul territorio comasco a sostegno delle persone in condizioni di fragilità.

La cooperativa gestisce cinque Comunità Socio Sanitarie e fonda il proprio lavoro su un approccio che mette al centro la persona e il suo benessere globale: non solo clinico, ma anche relazionale, sociale ed emotivo. Le strutture di Agorà 97 non sono pensate come semplici servizi assistenziali, ma come vere e proprie “case”, luoghi in cui ritrovare un clima familiare protetto, basato sull’ascolto, sul rispetto reciproco e sull’attenzione ai bisogni pratici ed emotivi delle singole persone ospitate.

Casa 4 Venti, una Comunità Sanitaria a media intensità assistenziale per persone con fragilità, rappresenta uno dei luoghi simbolo di questo approccio ed è proprio il punto da cui il progetto ha preso forma. In occasione del trentesimo anniversario della comunità, Agorà 97 ha scelto di trasformare la ricorrenza in un’iniziativa coerente con la propria storia e i propri valori e con obiettivi chiari: mettere al centro le persone, le loro fragilità e le risorse che ciascuno porta con sé. 

Da questa esperienza sono nati punti di ascolto diffusi sul territorio tra oratori, scuole, biblioteche, bar e centri di aggregazione, punti pensati come spazi sicuri in cui i giovani potessero esprimersi liberamente. Da questi luoghi sono state raccolte 160 storie anonime di ragazzi comaschi. Racconti di ansia, solitudine e paura del giudizio si intrecciano a testimonianze di rinascita, speranza e sogni. “Scrivo perché non voglio più sentirmi invisibile” è una delle frasi emerse, capace di sintetizzare l’obiettivo profondo del progetto: dare voce a chi spesso resta inascoltato.

Le storie sono state poi affidate a 30 artisti locali, che hanno scelto la lettera a loro più vicina e l’hanno trasformata in opere d’arte, grazie alla direzione artistica di Gabriele Casati. Il percorso ha generato momenti di dialogo e riflessione, dimostrando come arte, ascolto e sport possano integrarsi per sostenere la crescita emotiva dei giovani.

La mostra finale, allestita al Centro Congressi Medioevo di Olgiate Comasco a novembre 2025, ha rappresentato il culmine del progetto. Gli eventi collegati hanno creato momenti di ascolto e dialogo, dimostrando l’importanza di parlare di salute mentale e fragilità emotiva tra i giovani.