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PROFILO DEL GIOCATORE

Cas Odenthal: l’intervista

Nella piccola e pittoresca cittadina di Leersum, nei Paesi Bassi, il futuro difensore centrale del Como 1907 è cresciuto con la voglia di portare avanti l’eredità del nonno, Joop Odenthal. Il percorso calcistico di Cas Odenthal è iniziato all’età di 12 anni, quando è entrato nel settore giovanile dell’Utrecht. Dopo sei anni ha firmato con il NEC Nijmegen, dove ha collezionato 72 presenze e un gol fondamentale nella stagione 2020-21, contribuendo alla promozione del NEC in Eredivisie, il massimo campionato olandese. Le sue ottime prestazioni hanno attirato l’attenzione del Como 1907, che ha concluso con lui un accordo triennale nel luglio 2022. 

Per Cas, vivere a Como è un sogno e in questa intervista ci racconta i suoi consigli per chi viene a Como, di come sarebbe il suo difensore perfetto e di come ha imparato a parlare italiano leggendo libri per bambini. Un ragazzo umile (quando gli si chiede dei suoi due gol in questa stagione li attribuisce a due passaggi incredibili di Moutir Chajia e Ben Kone) e con lo spiccato senso dell’umorismo sarcastico tipico della sua nazione. Fuori dal campo vive una vita tranquilla e rilassata, concentrandosi sulle partite. Quando gli si chiede delle sue altre abilità, Odenthal si rimette scherzosamente alla mamma, ma ammette di essere disciplinato e di godere di una vita strutturata.

Per Odenthal, il Como 1907 offre una triplice attrattiva: gli obiettivi ambiziosi del club, una vita sulle sponde del Lario e l’incrollabile fede dei tifosi.

Il momento in cui ha capito che avrebbe sfondato come calciatore professionista.

Il sogno di diventare un calciatore professionista è diventato reale dopo la firma del suo primo contratto, Odenthal ha dichiarato: “Ora è il mio momento”. Il suo impegno ha significato rinunciare alle feste con gli amici, evitare l’alcol e saltare le vacanze con la famiglia per concentrarsi sugli allenamenti in modo da lasciare un segno nel mondo del calcio.

Il centrale perfetto: Un mix tra Maldini, Sergio Ramos e Hummels

Quando gli è stato chiesto quale fosse il suo giocatore preferito, Odenthal non si è accontentato di citarne uno solo. Ha invece cercato di amalgamare le migliori qualità di più leggende, per migliorare d’altronde bisogna prendere ispirazione da vari tipi di difensori: “Mi piaceva molto Paolo Maldini; era elegante in difesa e un vero leader. Poi, Sergio Ramos, aggressivo, con grande carisma e senso del goal. Anche Mats Hummels mi piace molto soprattutto in fase di costruzione, è pazzesco. Cerco di trarre da ognuno di loro le migliori qualità. L’insieme di questi tre andrebbe a creare il difensore perfetto”. 

Chi ha influenzato maggiormente la sua carriera?

Per quanto riguarda le influenze, Odenthal dà il primo posto a suo papà, la persona di riferimento per le discussioni sul calcio. “Mio padre, guardo sempre le partite con lui e mi dà consigli”.

Com’è essere allenato da Cesc Fàbregas?

Trasferirsi al Como 1907 ha significato prima giocare e poi essere allenato nientemeno che da Cesc Fàbregas. Secondo Odenthal, Fàbregas porta chiarezza al piano di gioco: “Con Cesc conosciamo il piano di gioco prima di entrare in campo. È chiaro su ciò che vuole e ci dà fiducia. La nostra mentalità ora è tutta incentrata sulla vittoria, mentre prima si trattava di non perdere”. 

Oltre il calcio? L’aria aperta e tutto ciò che è sport

 “Dovreste chiedere a mia madre in cosa sono bravo (ride). Forse sono molto disciplinato, mi piace strutturare la mia vita. Da bambino giocavo a tennis, ma poi ho scelto il calcio”.  Odenthal ama stare all’aria aperta, nuota spesso nel lago ed è un avido lettore di saggistica. La sua lettura attuale, “Legacy”, esplora il successo degli All Blacks, la squadra di Rugby neozelandese. “Quando ero giovane mi piaceva andare in mountain bike e fare escursioni. Mi piace stare all’aria aperta. Leggo anche saggistica. Attualmente sto leggendo un libro sugli All Blacks; è molto bello. Mi piace conoscere altri sport e il punto di vista di altri allenatori. Sto anche leggendo un libro italiano per bambini per imparare la lingua (ride di nuovo)”. 

Filosofia di vita: Aggiungere valore

La filosofia di vita di Odenthal ruota attorno all’aggiunta di valore a tutto ciò che fa. Crede che se non si riesce a dare un contributo positivo, si diventa sostituibili. 

La cosa migliore del Como 1907?

“Innanzitutto, è un club super ambizioso. In secondo luogo, la vita a Como è pazzesca. Terzo, i tifosi! Il sostegno qui è incredibile”.

Riflettendo sul presente, Odenthal ha notato un cambiamento nel modo in cui si sente in questa stagione. Como ormai è casa, sia in campo che fuori.

“La scorsa stagione è stata più difficile per me, sono arrivato dai Paesi Bassi, ho dovuto adattare il mio stile di gioco e abituarmi a vivere all’estero, mentre ora a Como mi sento come a casa, conosco la squadra e loro conoscono me e mi sento a mio agio”.

Per coloro che hanno la fortuna di trascorrere 24 ore a Como, ecco i consigli di Odenthal

“Devono mangiare al Delfino Blu o al Platea, andare a Brunate per godere di una vista incredibile sulla città, visitare Cernobbio (ovviamente) dove vivo, e Bellagio… C’è troppo da fare, in realtà forse 24 ore non bastano”.

Essere olandese: il sarcasmo e la difficoltà di essere lontani da dove si è nati

Alla domanda su quale sia la cosa migliore dell’essere olandese, Odenthal è orgoglioso della tradizione di sarcasmo della sua nazione. “È che siamo molto sarcastici. Molte persone non mi capiscono, ma allo stesso tempo lo trovo molto divertente”.

Quando gli viene chiesto cosa gli manca di più di casa, ci dice: “A parte la mia famiglia, è poter parlare nella mia lingua. È difficile essere sarcastici in un’altra lingua” ride di nuovo mentre concludiamo l’intervista, in inglese…