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Dall’Isola di Wight, con amore

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Dall’Isola di Wight, con amore - Como 1907
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Dall’Isola di Wight, con amore

Ci sono storie di calcio plasmate dalla famiglia, dalla geografia o dal destino. Jed Meekins e i KACS sono arrivati a Como in un altro modo. L’hanno scoperta quasi per sbaglio, per poi continuare a tornare finché non è diventata parte della loro identità.

La storia inizia nel 2003 in un pub sull'Isola di Wight. Jed e i suoi amici avevano pianificato un viaggio a Milano e pensavano di assistere a una partita durante il soggiorno. Tuttavia, nessuna delle due squadre milanesi giocava in casa quella settimana, così cercarono l'incontro più vicino. Era Como contro Lazio al Sinigaglia, una sfida giocata sotto la pioggia in quella che Jed ricorda ancora come una brutta giornata.

Sarebbe dovuto rimanere un episodio isolato. Invece, è diventato l'inizio di qualcosa che dura ormai da più di vent'anni.

“Avevamo deciso di andare a Milano e ci siamo detti: magari andiamo a vedere una partita. Ma le milanesi non giocavano in quella settimana, così abbiamo visto che la squadra più vicina era il Como”, ricorda Jed. “Siamo venuti a Como, abbiamo guardato la partita e poi ci siamo detti: bene, ci torneremo”.


E così hanno fatto. L'anno successivo portò un altro viaggio, questa volta per Como contro Livorno, un match terminato con una sconfitta per 5-2. Nemmeno questo li ha scoraggiati. A quel punto, qualcosa era già scattato. La città trasmetteva sensazioni diverse. I tifosi erano diversi. L’intera esperienza era entrata loro sottopelle.

“Quindi siamo tornati ancora, e ancora, e ancora”, racconta Jed. “Questa è la nostra ventesima volta, ed è merito delle persone. È un posto fantastico. Siamo stati qui quando c'erano forse 500 persone, e ora non entra più nessuno. Abbiamo visto il fondo delle serie minori e ora la Serie A”.

È questo che conferisce alla storia il suo peso emotivo. I KACS non sono arrivati negli anni del glamour. Hanno visto il Como in momenti molto diversi: dagli spalti semivuoti a un Sinigaglia esaurito, dalle categorie inferiori alla massima serie. Il loro legame con il club è stato costruito nel tempo, viaggio dopo viaggio, stagione dopo stagione.

Ciò che rende la voce di Jed così convincente è la semplicità della sua spiegazione. Non usa iperboli. Per lui, tutto torna sempre agli stessi elementi: “Il posto è fantastico, il calcio è fantastico e la gente è fantastica”.

Soprattutto, è l'accoglienza ad essere rimasta impressa. Nel corso degli anni, i KACS hanno costruito vere amicizie in città, sono tornati negli stessi ristoranti e hanno trovato volti familiari ad aspettarli. “Ci hanno fatto sentire davvero i benvenuti, con estrema gentilezza”, dice Jed. “Si prendono cura di noi. Ci offrono da bere. Conosciamo gli stessi ristoranti, le stesse persone. Fantastico. Un posto davvero, davvero splendido”.


C’è qualcosa di rivelatore anche nel modo in cui parla della cultura calcistica. In Inghilterra, dice, la gente ama il gioco. In Italia, e specialmente a Como, il sentimento è diverso. Più intenso, più totalizzante, più intrecciato alla vita quotidiana. “In Inghilterra è diverso”, spiega. “Ci piace il calcio, ma in Italia c'è una passione differente. Tutto ruota attorno al pallone, ed è proprio questo che amiamo”.

Eppure non si tratta mai solo di calcio. Jed ride dicendo che Como è il tipo di posto in cui porterebbe sua moglie per “una vacanza romantica”, il che dice molto sulla città stessa. La bellezza del lago, il ritmo del centro e le escursioni fatte nei dintorni sono diventate a loro volta parte della tradizione. “Assolutamente. Fantastico”, dice della città. “Siamo stati a Bellagio e siamo stati a Milano. Il posto in sé è meraviglioso”.

Ora quel legame si inserisce in qualcosa di più grande. Jed parla del numero crescente di tifosi britannici che seguono il Como e della possibilità di un’affluenza ancora maggiore se il club dovesse mai giocare in Inghilterra. Quello che era iniziato in un pub sull'Isola di Wight sembra ora parte di una più ampia comunità internazionale attorno al club, ma la sua essenza rimane immutata.