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LIFESTYLE

La Costa: Voce della Tradizione Comasca

Quando entri alla Trattoria La Costa, ad Albate, non varchi semplicemente la porta di un ristorante: entri in un pezzo di storia comasca. Betta, che insieme al marito Ivan e con l’aiuto dei figli Mattia e Manuel porta avanti l’attività, lo racconta con l’orgoglio di chi custodisce tre generazioni di tradizione lariana.

“La Costa è nata agli inizi del ’900 grazie alla famiglia Nessi”, spiega. “Qui, nella vecchia periferia comasca, si lavorava tanto e serviva qualcuno che desse da mangiare alla gente. La nostra trattoria è nata così: dai genuini bisogni delle persone.”

La trattoria ha attraversato tutto il Novecento senza mai perdere la propria anima. Il grande rinnovamento è arrivato nel 1997, quando la gestione è passata a Pierluigi Genazzini – figura conosciutissima nella ristorazione comasca – a Giuliana Della Valle e, oggi, a Ivan e Betta.

“Abbiamo voluto rinnovare la trattoria, senza però toccare ciò che la rende speciale. Qui si respira ancora tutta la tradizione della cucina lombarda: un ambiente familiare e quel senso di accoglienza che appartiene alle vere trattorie di una volta.”

Basta uno sguardo alle pareti per capire che La Costa è molto più di un ristorante: è quasi un piccolo museo dedicato al Como 1907.

“La nostra famiglia tifa Como da tre generazioni”, racconta Betta. “Abbiamo cimeli dagli anni ’60, ’80, 2000 e di oggi. Ivan ha anche visto Maradona due volte allo stadio, con i due rigori che segnò, anche se generosi. Maglie storiche, gagliardetti, sciarpe, fotografie… per noi sono pezzi di vita. Oggi portiamo avanti la tradizione: siamo sempre in curva a sostenere i nostri colori.”

La passione BiancoBlu attraversa il locale e si intreccia con il profumo dei piatti, con il legno caldo delle pareti, con le voci dei clienti, con una cucina che parla il dialetto del territorio.

Il menu cambia seguendo le stagioni. “Il Lago di Como ci regala tanto: pesce, formaggi, carne, verdure. La nostra è una cucina casalinga, autentica, come quella di una volta”, racconta Betta.

“Tra i piatti simbolo troviamo zuppe di cereali, gnocchi fatti in casa, le famose pennette La Costa – piccanti, con due tipi di formaggio, pomodoro, origano e una ricetta segreta tramandata dalla nonna – poi bolliti misti, selvaggina, brasati, gulash, ossibuchi, orecchie di elefante… con la polenta taragna che accompagna tutto, proprio come un tempo.”

Non mancano i grandi classici di pesce e del Lago di Como, come il riso col filetto di pesce persico, il lavarello dorato e il carpione.

“Ci piace proporre anche serate a tema con piatti che ormai non si trovano quasi più: la trippa, i Misstultít, la polenta uncia… sono sapori che raccontano chi siamo.”

Il dolce è un rituale.
“Non fatemi scegliere il più buono: ci sono le crostate, la torta di mele, la nostra torta povera, lo strudel, il crème caramel. Tutto fatto da noi, proprio come una volta.”

Il ristorante vanta inoltre una vasta cantina, curata con passione da Ivan, sommelier professionista.

“Abbiamo più di cento etichette selezionate con cura, dai produttori locali ai piccoli tesori di ogni regione”, spiega Ivan. “Naturalmente diamo grande spazio ai vini della Valtellina. E, volendo, è possibile acquistare bottiglie anche con confezioni regalo su misura.”

Un luogo che conquista anche chi arriva da lontano

La fama de La Costa non vive solo di tradizione locale: negli anni, sempre più viaggiatori hanno scoperto questo vero angolo di cucina italiana, lasciando parole che Betta custodisce con orgoglio.

“Sono molti gli ospiti, anche stranieri, che vengono qui proprio per trovare qualcosa di autentico”, racconta. “Quando ci dicono che qui si respira la vera Italia, per noi è la soddisfazione più grande.”

Le testimonianze parlano chiaro.

“Ci definiscono una piccola trattoria autentica, un posto caldo e accogliente dove si mangia come in famiglia”, racconta con un sorriso. “Un ospite inglese ci ha scritto che, in un giorno di pioggia sul lago, è salito sul treno, è arrivato ad Albate… e ha detto che sembrava di entrare in un film di Wes Anderson.”

Altri ospiti, tornati dopo anni, ricordano ancora ogni piatto:
“Ci raccontano che parlano ancora dei salumi che non avevano mai assaggiato prima, della pasta che gli ha cambiato l’idea stessa di pasta italiana.”

E c’è chi, seduto sulla terrazza in una sera d’estate, ha vissuto un’esperienza che non ha più dimenticato: “Sembrava di mangiare a casa di una famiglia italiana che vuole solo che tu stia bene, ci hanno scritto. Una frase che ci ha emozionati tantissimo.”
Molti parlano anche di Ivan e della cantina:
“Spesso ci dicono che scoprire la nostra selezione di vini è una sorpresa nella sorpresa. C’è chi sceglie una bottiglia a fine pasto per portarsi a casa un ricordo della serata.”

“Queste parole ci ricordano ogni giorno perché facciamo questo lavoro”, conclude Betta. “Accogliere le persone, farle star bene, farle sentire a casa: è questo, da sempre, il cuore de La Costa.”

La Costa non è solo una trattoria: è un luogo che custodisce sapori, ricordi, passioni. È una casa che continua a raccontare Como attraverso ciò che mette nel piatto e ciò che conserva sulle pareti.

“Per noi è semplice: vogliamo farvi sentire a casa. Con i piatti della nostra terra e con la nostra storia.”